Arrivo in super ritardo per il mio racconto di Milano Food and Wine Festival e spero di farmi perdonare con il resoconto degli assaggi.

Là dove Identità Golose aveva quest’anno come tema “Una golosa intelligenza”, il Festival condotto quasi in parallelo ci portava alla riscoperta dei grandi piatti della cucina italiana: dal risotto alla milanese al baccalà mantecato, passando per il minestrone e i paccheri al pomodoro. Piatti che tutti hanno gustato almeno una volta nella vita, reinterpretati da chef dello stivale.

Non poteva mancare, come ogni anno, il carrello dei dolci dei fratelli Cerea. Il gettone permette un assaggio limitato ed è difficile, difficilissimo, scegliere tra le tante proposte collocate, come appena uscite dal laboratorio, tra attrezzi e ingredienti. Una sorta di natura morta moderna ad alto tasso glicemico.

Gli assaggi dal carrello dei dolci dei fratelli Cerea

Ecco quindi i nostri assaggi: una torta a strati, una monoporzione e due mignon, panoramica completa della tradizione in pasticceria (abbiamo tralasciato i grandi lievitati e dolci da ricorrenza come le chiacchiere, la colomba o la veneziana).

Eccoli alla prova assaggio, nell’ordine di degustazione, dal più “semplice” al più intenso:

– cannoncino alla crema, riempito al momento. Onore al merito: dovrebbe essere sempre così. La sfoglia è croccante, fragrante, da manuale. La crema pasticciera è ben fatta ma un po’ troppo scorrevole.

– monoporzione composta da sablée alle mandorle, mousse al cioccolato bianco e passion fruit. Derivazione francese per questo dolce elegante anche nella sua composizione ma che concede un po’ troppo spazio alla dolcezza e alla sensazione di grassezza della mousse. Il coulis di passion fruit è pochino e non riesce a ribilanciare il tutto con la sua acidità. Nel complesso però resta un dolce gradevole.

– torta a strati di banane e cioccolato: un biscuit morbido al cacao, una crema di cioccolato al rum, gelatina di banana, panna montata e banana caramellata per guarnire. Un assaggio decisamente appagante, rassicurante, in una parola, godereccio. Sapori che conosciamo, che fanno parte del nostro vissuto, abbinamenti inossidabili e rodati, oltretutto sapientemente dosati. Uno stile tradizionale da risultare quasi rétro. Sarà per questo che parte inevitabilmente l’effetto nostalgia. Perfetto per chi cerca il comfort food nel dessert.

– tartufo con ripieno di ganache al cioccolato: forse l’assaggio meglio riuscito anche grazie al piacevole contrasto acidulo del cacao in polvere di copertura con la nota grassa della ganache, realizzata in modo da liquefarsi con il calore della bocca. Ottimo come chiusura di un pasto, piccola gratificazione quotidiana, sarebbe stato il non plus ultra con un caffè. Ma non si può avere tutto dalla vita.

I vostri dolci della tradizione, invece, quali sono e perché?

 

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